Foto dall'archivio Alinari |
| Alcuni scorci della imponente Ca Granda in una cartolina d'epoca |
| La Festa del Perdono nel 1923 |
Una delle più radicate tradizioni di Milano è rappresentata dalla storica Festa del Perdono, oggi ricorrenza relegata un po' in sottordine, nelle pieghe della memoria delle generazioni che ci hanno preceduti e che ne assistettero ai fasti ed alla sentita partecipazione dei milanesi, per molti semplicemente un toponimo in zona Università Statale, ente che si è insediato negli ambienti e chiostri dell'antico Ospedale, eppure ancor oggi viene perpetuata ad opera della Fondazione IRCCS del Policlinico che la ricorda il giorno 25 Marzo attraverso alcune benemerite iniziative.
La Festa del Perdono è una ricorrenza che ci rimanda al 1450 circa quando il Duca Francesco Sforza, appoggiato caldamente dalla consorte Bianca Maria Visconti, decise di far erigere un ospedale, la Ca Granda, che fosse il migliore possibile nella cura delle malattie del popolo milanese facendovi confluire le risorse dei vari luoghi di cura allora esistenti in città.
Un'istantanea del 1925 raffigura i celebranti e un gruppo di personaggi di spicco intervenuti alla ricorrenza di quell'anno
Un progetto decisamente ambizioso e dai costi inevitabilmente proibitivi, per porvi rimedio decise di stabilire che la ricorrenza del Perdono, risalente a San Francesco, divenisse un'occasione per acquistare indulgenze a cambio di donazioni, lasciti e offerte, tradizione che si continua ancora oggi.
L'esposizione dei ritratti nel 1931. Archivio iCharta
Va pur ricordato che con questa stessa intenzionalità, Papa Pio II concesse nel 1459 l'Indulgenza Plenaria a coloro che visitano la cappella dell'Ospedale Maggiore proprio il giorno 25 Marzo. Come segno di gradimento per gli oboli ricevuti dai maggiori benefattori venivano fatti realizzare dei ritratti che sarebbero poi stati esposti in occasione della ricorrenza. Le opere sono custodite nella Quadreria dell'Ospedale Maggiore che è visitabile dal Lunedì al Sabato dalle 10 alle 18 in via Francesco Sforza 28 all'interno del Policlinico.