giovedì 2 aprile 2026

Riti Pasquali: il Giorno dei Sepolcri, el Gir di Sett Ges di Roberto Bagnera


Basilica di Santa Maria delle Grazie, la Tribuna del Bramante vista dal Chiostro delle Rane
Foto di Luca Camurri

El Gir di Sett Ges, ovvero il Giro delle Sette Chiese, una delle tradizioni più radicate e sentite fra le pratiche religiose pasquali della città, va detto che in origine "il Giorno dei Sepolcri" era solennizzato di giovedì, oggi invece si celebra il Venerdì Santo, per chiedere perdono dei peccati e fare penitenza ed è in uso la preghiera recitata davanti al sepolcro, scuroeu-scurolo, di sette diverse chiese. Nei paesi dove esisteva una sola chiesa si pregava girando sette volte attorno ad essa . Si tratta di un rito voluto per la città di Roma da San Filippo Neri ma del quale esiste tradizione anche nella nostra Milano.

Non esiste un protocollo propriamente detto, o una sequenza ben definita, lasciando alla sensibilità dei credenti ed all'uso consueto la scelta dei luoghi nei quali raccogliersi, così come questo nostro breve articolo non vuole essere assolutamente né un vademecum, né un'unica opzione possibile, piuttosto un suggerimento ed un modo "lieve" di sottolineare la presenza di veri capolavori artistici, magari meno sconosciuti, della nostra Milano.

In città sette chiese con i capolavori sulla Passione da visitare e presso i quali raccogliersi possono essere:


1 - Basilica di Santa Maria delle Grazie, corso Magenta, qui all'interno del santuario, nella Cappella di Santa Corona, affrescata con scene della Crocifissione, possiamo ammirare la Crocifissione, l'Ecce Homo e la Flagellazione di Gaudenzio Ferrari.


La Crocifissione di Gaudenzio Ferrari. Foto di Carlo Dell'Orto

2 - Santa Maria della Passione, via Vincenzo Bellini, in questa chiesa situata vicino al Conservatorio si usa pregare davanti alla bellissima Deposizione di Bernardino Luini.

La Deposizione di Bernardino Luini. Foto di Raffaella Calamo 

3 - San Maurizio al Monastero Maggiore, corso Magenta dove, sempre ad opera di Bernardino Luini, sussiste un affresco che ritrae il volto dolce e rassegnato di Cristo legato alla colonna e deriso.

Il Cristo deriso di Bernardino Luini. Foto di Paola Viappiani
Vista ravvicinata del Cristo Deriso di Bernardino Luini foto di Paola Viappiani

4 - Basilica di Sant'Eustorgio, nella piazza omonima lungo il corso di Porta ticinese, spicca su di un capitello un lacerto, dipinto nel 1290 circa, che raffigura il sofferente Cristo Patiens fra due angeli che lo consolano.

Il Cristo Patiens raffigurato in un capitello della Basilica di Sant'Eustorgio. Foto di Saliko

5 - San Marco, nell'omonima piazza, all'angolo con la via Fatebenefratelli, ove un tempo scorreva il Naviglio della Fossa Interna, in questa chiesa fa bella mostra di sé l'affresco gotico della Crocifissione contornata da Sant'Agostino e le pie donne, è un'opera che appartiene ad una espressività pittorica che che rimanda allo stile di Giotto, Sito nel transetto destro dell'edificio è un dipinto risalente alla seconda metà del 1300 ed attribuito ad Anovelo da Imbonate.


S. Marco, il lacerto di affresco della Crocifissione (sec. XIV). Foto di Giovanni Dall'Orto

6 - Chiesa di Santa Maria presso San Satiro, corso Torino, dove si può ammirare il gruppo di 14 statue a grandezza naturale, in cotto policromo, della Pietà, chiamata anche "Compianto sul Cristo Morto", opera del 1483 di Agostino Fonduli, scultore ed architetto che molto operò in Lombardia in quel periodo.

Santa Maria presso San Satiro: il gruppo in cotto rappresentante la Pietà.
Foto di Giovanni Fanelli

Santa Maria presso San Satiro: ripresa ravvicinata del gruppo della Pietà.
Foto di Giovanni Fanelli

7 - San Fedele, per completezza chiesa di Santa Maria alla Scala in San Fedele, nell'omonima piazza, nei pressi del celebre scrigno milanese della Lirica, qui fa spicco un' opera dipinta da Simone da Peterzano nel 1584: raffigura la Deposizione con una appassionata e struggente Maddalena dalla bellissima treccia bionda e il vasetto con la "mirra" per ungere e imbalsamare il corpo del Crocifisso.. Si tratta di una pala proveniente dalla originaria chiesa di Santa Maria alla Scala, che fu demolita nel 1776, era conservata in una cappella detta "della Veronica", un personaggio che appare anche nel dipinto, in alto a destra che regge un telo con il volto santo di Cristo. Di lì a breve Simone da Peterzano accolse a bottega come allievo il giovane Caravaggio.

San Fedele: la splendida Deposizione di Simone Peterzano. Foto di Giovanni Fanelli