sabato 14 febbraio 2026

Spiccioli Milanesi: La Galleria nella Libreria di Roberto Bagnera

 

Via Hoepli 5, scorcio della Galleria De Cristoforis ricostruita nel piano interrato della Libreria Hoepli.
Foto di Silvia Zucchi

Scorcio della Galleria De Cristoforis ricostruita con dovizia di particolari nel seminterrato della libreria Hoepli, via Hoepli 5, come omaggio alla prima location aperta da Ulrico Hoepli nel 1871. Foto anni 80, Archivio ACAdeMI - Franco Mauri, pubblicata nel Giugno 1989 sulla Rivista Itinera
 

Il giorno 29 Settembre del 1832 i milanesi dell'epoca ebbero la fortuna di assistere ad una delle più affascinati meraviglie architettoniche dell'epoca, veniva inaugurata la Galleria De Cristoforis, un anno dopo la posa della prima pietra, avvenuta il 17 Settembre 1831, frutto dell'alacre lavoro di ben 450 fra operai, magut, vetrai e maestranze. Si trattava della prima galleria commerciale in Milano, anzi in Italia, la prima dell'Impero Austroungarico di cui Milano all'epoca era parte.
Nacque per iniziativa privata a seguito dell'acquisizione da parte della famiglia De Cristoforis, nella fattispecie Giovanni Battista, Vitaliano e Luigi De Cristoforis, di una vasta era cittadina estesa fra la Corsia dei Servi e la Contrada del Monte, fecero quindi demolire gli edifici decrepiti che erano in loco per edificare una nuova struttura, volevano creare un luogo di attrazione come avevano visto a Parigi ed a Londra e l'idea di una galleria commerciale che attraversasse il nuovo palazzo era la migliore opzione, fu dato mandato quindi all'architetto Andrea Pizzala che condividendo le idee della committenza realizzò un  capolavoro stupefacente dotato di alte vetrate al soffitto, specchi e luci per innumerevoli negozi, la galleria era anche dotata di illuminazione a gas, uno spettacolo, una meraviglia subito ribattezzata dai milanesi come Contrada de Veder.

La pianta e la sezione della Galleria De Cristoforis in un disegno originale dell' arc. A. Pizzala del 1832


Mappa con evidenziata la Galleria de Cristoforis dalla Guida Savallo del 1881 


Gli accessi alla galleria sono 3, il più importante dei quali si affaccia lungo la corsia dei servi, nei pressi della chiesa di San Carlo, contraddistinto da 3 archi che immettono in un vestibolo, dove vengono situate le statue di quattro viaggiatori italiani celebri: Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci, Marco Polo e Flavio Gioia. Da qui si diparte il primo ramo in fondo al quale, all'incrocio con il secondo ramo, vi è il Caffè Gottardi, divenuto poi Caffè Gnocchi trasformatosi in seguito nella Birreria Trenk.

Iil secondo ingresso sfocia in quella parte di via Monte Napoleone oggi non più esistente, il terzo invece,  attraverso un vicolo, conduceva in via San Pietro all'Orto.


L'ingresso della galleria in corso Vittorio Emanuele II pochi anni prima della sua demolizione avvenuta nel 1935, particolare di spicco l'insegna dell'impresa Ulrico Hoepli che aprì nel 1871 la sua libreria

L'ingresso in via Monte Napoleone, 1930

L'imbocco minore della galleria dopo i lavori per l'apertura del corso Littorio

Il successo riscosso dalla nuova arteria commerciale fu immediato, tanto che vi si tennero numerosi ed affollati eventi, le vetrine dei negozi presentavano un mondo di desideri concretamente raggiungibili, come nel caso del giocattolaio Ronchi, la Profumeria Dunant, l'Albergo Elvetico, i bar fra i quali il Marchesi ed ilprestigioso Caffè Gottardi, in seguito Caffè Gnocchi, il celebrato Teatro Automatico, ma anche un angolo di cultura essendovi diversi librai fra i quali Tendler e Schaefer, in seguito vi si insedierà Ulrico Hoepli, il libraio Bolchesi ed il negozio dell'editore libraio Paravia, stranamente tutti sullo stesso lato della galleria, mentre il lato opposto presentava una nutrita rappresentanza di cartolerie: Carpazi, Miretti e Ripamonti-Carcano, che fu la prima in città a commercializzare la carta assorbente.

L'ingresso della Galleria in un'immagine del 1910, con l'insegna della Sala Volta (aperta nel 1906) e l'indicazione di alcuni negozi presenti nella struttura

Tutto perfetto fino al 15 Settembre del 1867 quando, alle ore 12, viene inaugurata la Galleria Vittorio Emanuele II, monumentale, imponente, impressionante, più ricca e stupefacente, maggiormente estesa, minuziosamente decorata, da quel momento la De Cristoforis diventa la Galleria Vecchia, da gioiellino intimo e raccolto cede il passo alla chiassosa modernità popolare del nuovo manufatto e si avvia al suo declino, perdendo qualche parte a causa di demolizioni e nuove costruzioni, fino alla vendita alla società assicuratrice Toro che la demolirà definitivamente nel 1935 per la realizzazione del suo omonimo palazzo.


La Libreria Ulrico Hoepli nella Galleria De Cristoforis in una foto del 1930

 

La storia della Galleria De Cristoforis si intreccia con quella del libraio svizzero Ulrico Hoepli che rileva i locali della preesistente libreria Tendler e Schaefer nel 1871 e vi apre la propria rivendita, seguita nel 1872 dall'impegno in campo editoriale. All'atto di demolizione della galleria si trasferisce in via Berchet fino al 1943 quando la nuova sede fu distrutta dalle bombe, Ulrico era venuto a mancare nel 1935. L'attività, ora gestita dai nipoti succedutigli  alle redini dell'azienda, trasferirono temporaneamente il negozio in corso Matteotti fino al 1958 quando si insediarono nel palazzo di via Hoepli 5, appena terminato e costruito su progetto degli architetti Luigi Figini e Gino Pollini, dove ancor oggi è la sede della Libreria Internazionale Hoepli.

L'edificio di via Hoepli. Foto di Marco Introini


Il ricordo della vecchia Galleria De Cristoforis non scompare però dalla memoria della famiglia Hoepli, prendendo possesso delle nuova moderna sede nel 1958, forse come sentito omaggio al fondatore Ulrico, fu fatto realizzare nel piano seminterrato un reparto che riproduce con attenzione e dovizia di particolari le graziose e preziose strutture della perduta galleria che aveva incoronato il successo dell'impresa famigliare, reparto e magazzino di libri e storia culturale che vi si rinnova, la riproduzione è ancora visibile in loco e speriamo che nonostante le fosche notizie di chiusura dell'Azienda Hoepli possa esser preservata.

Di seguito 3 immagini scattate da Silvia Zucchi che ci testimoniano il reparto, nonchè reperto, della Galleria De Cristoforis in miniatura:





Ancora una curiosità prima di chiudere, durante la fiera Campionaria del 1958 all'interno del Padiglione Montecatini fu allestita la Sala Rhodiatoce che ra una perfetta ricostruzione della Galleria De Cristoforis con le relative vetrine espositive dove venivano presentati e messi in mostra i più recenti e significativi manufatti aziendali. Di seguito 3 immagini della struttura dall'Archivio dell' Ufficio Fotografico Montecatini.







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