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| Via Hoepli 5, scorcio della Galleria De Cristoforis ricostruita nel piano interrato della Libreria Hoepli. Foto di Silvia Zucchi |
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| La pianta e la sezione della Galleria De Cristoforis in un disegno originale dell' arc. A. Pizzala del 1832 |
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| Mappa con evidenziata la Galleria de Cristoforis dalla Guida Savallo del 1881 |
Gli accessi alla galleria sono 3, il più importante dei quali si affaccia lungo la corsia dei servi, nei pressi della chiesa di San Carlo, contraddistinto da 3 archi che immettono in un vestibolo, dove vengono situate le statue di quattro viaggiatori italiani celebri: Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci, Marco Polo e Flavio Gioia. Da qui si diparte il primo ramo in fondo al quale, all'incrocio con il secondo ramo, vi è il Caffè Gottardi, divenuto poi Caffè Gnocchi trasformatosi in seguito nella Birreria Trenk.
Iil secondo ingresso sfocia in quella parte di via Monte Napoleone oggi non più esistente, il terzo invece, attraverso un vicolo, conduceva in via San Pietro all'Orto.
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| L'ingresso in via Monte Napoleone, 1930 |
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| L'imbocco minore della galleria dopo i lavori per l'apertura del corso Littorio |
Il successo riscosso dalla nuova arteria commerciale fu immediato, tanto che vi si tennero numerosi ed affollati eventi, le vetrine dei negozi presentavano un mondo di desideri concretamente raggiungibili, come nel caso del giocattolaio Ronchi, la Profumeria Dunant, l'Albergo Elvetico, i bar fra i quali il Marchesi ed ilprestigioso Caffè Gottardi, in seguito Caffè Gnocchi, il celebrato Teatro Automatico, ma anche un angolo di cultura essendovi diversi librai fra i quali Tendler e Schaefer, in seguito vi si insedierà Ulrico Hoepli, il libraio Bolchesi ed il negozio dell'editore libraio Paravia, stranamente tutti sullo stesso lato della galleria, mentre il lato opposto presentava una nutrita rappresentanza di cartolerie: Carpazi, Miretti e Ripamonti-Carcano, che fu la prima in città a commercializzare la carta assorbente.
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| L'ingresso della Galleria in un'immagine del 1910, con l'insegna della Sala Volta (aperta nel 1906) e l'indicazione di alcuni negozi presenti nella struttura |
Tutto perfetto fino al 15 Settembre del 1867 quando, alle ore 12, viene inaugurata la Galleria Vittorio Emanuele II, monumentale, imponente, impressionante, più ricca e stupefacente, maggiormente estesa, minuziosamente decorata, da quel momento la De Cristoforis diventa la Galleria Vecchia, da gioiellino intimo e raccolto cede il passo alla chiassosa modernità popolare del nuovo manufatto e si avvia al suo declino, perdendo qualche parte a causa di demolizioni e nuove costruzioni, fino alla vendita alla società assicuratrice Toro che la demolirà definitivamente nel 1935 per la realizzazione del suo omonimo palazzo.
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| La Libreria Ulrico Hoepli nella Galleria De Cristoforis in una foto del 1930 |
La storia della Galleria De Cristoforis si intreccia con quella del libraio svizzero Ulrico Hoepli che rileva i locali della preesistente libreria Tendler e Schaefer nel 1871 e vi apre la propria rivendita, seguita nel 1872 dall'impegno in campo editoriale. All'atto di demolizione della galleria si trasferisce in via Berchet fino al 1943 quando la nuova sede fu distrutta dalle bombe, Ulrico era venuto a mancare nel 1935. L'attività, ora gestita dai nipoti succedutigli alle redini dell'azienda, trasferirono temporaneamente il negozio in corso Matteotti fino al 1958 quando si insediarono nel palazzo di via Hoepli 5, appena terminato e costruito su progetto degli architetti Luigi Figini e Gino Pollini, dove ancor oggi è la sede della Libreria Internazionale Hoepli.
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| L'edificio di via Hoepli. Foto di Marco Introini |




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