lunedì 31 agosto 2026

Spiccioli Milanesi: La stele funeraria di Palazzo della Ragione di Roberto Bressani

Tutte le foto di questo articolo sono di Roberto Bressani



In epoca medievale era diffusa l'abitudine di impiegare, nelle nuove costruzioni civili e religiose, materiali di base ed elementi architettonici provenienti dai moltissimi edifici di epoca romana in rovina o comunque considerati non più utilizzabili. Semplici blocchi di pietra, di tufo, mattoni, elementi metallici, ma anche colonne, capitelli, statue, marmi: elementi di pregio, questi, spesso provenienti dalla demolizione di monumenti funerari di antiche necropoli romane. Prove di questa tendenza al riutilizzo sono presenti in gran quantità anche in Lombardia e nella stessa Milano. Una delle più facili da individuare si trova sul Palazzo della Ragione, per l'esattezza sulla facciata rivolta verso il Cordusio. Qui, in un pilastro alla base del primo arco prossimo all'angolo con via Mercanti, è murata in senso orizzontale una stele funeraria in marmo bianco su cui si può leggere la seguente iscrizione:


C · ATILIVS · C · F
SECVNDVS
SIBI · ET
VALERIAE · P · L · CROCIN
VXORI · SVAE · ET
IVVENI · VERNAE · SVAE
VIXIT · ANNOS . X
Scrivendo per esteso le abbreviazioni, l'iscrizione diventa:
CAIUS ATILIUS CAI FILIUS
SECUNDUS
SIBI ET
VALERIAE PUBLII LIBERTAE CROCIN*
UXORI SUAE ET
IUVENI VERNAE SUAE
VIXIT ANNOS X



Traducendo in italiano (ed inserendo fra parentesi elementi non presenti ma necessari per la comprensione del testo) l'iscrizione recita:
CAIO ATTILIO SECONDO
FIGLIO DI CAIO
(costrui' questo sepolcro)
PER SE'
E PER SUA MOGLIE VALERIA CROCINE, LIBERTA DI PUBLIO
E PER IL SUO GIOVANE SCHIAVO
(che) VISSE DIECI ANNI

Note

"Liberto/a" era lo schiavo/a che riacquistava la libertà per concessione del patronus (manomissione) o per sentenza del magistrato.

"Verna" era lo schiavo/a nato/a da madre schiava nella casa del patronus, ed aveva uno "status" diverso da quello degli schiavi acquisiti. Il padre era generalmente anche lui uno schiavo della casa cui era stato permesso di unirsi ad una donna di pari condizione, ma poteva essere anche lo stesso patronus.

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