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domenica 3 agosto 2025

La cascina Rosa e l'Orto Botanico di Roberto Bagnera

Cascina Rosa, anni 60, foto di Luciano Allievi 

Via Vanzetti, Città Studi, vicino a Largo Murani, dà ancora oggi ospitalità ad alcuni residui tardo cinquecenteschi di uno storico complesso rurale: la Cascina Rosa.
Esempio tipico di cascina lombarda presenta quasi tutti gli elementi caratteristici delle grandi aziende della bassa pianura padana.
La documentazione storica, come per tutti gli edifici ad uso agricolo, scarsa e non sempre significativa, riporta il nome iniziale di “Cassina Ferrarium”. Successivamente, dopo l’acquisto negli anni 1637/38 da parte della Famiglia Ordogno di Rosales di origine spagnola, il complesso verrà ridenominato “Cascina Rosa”. Dal 1783 al 1858, durante il periodo in cui fu di proprietà della famiglia Valaperta, la cascina raggiunse la configurazione attuale.
Fu vittima di distruzioni dovute ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale a causa della vicinanza con lo Scalo Merci di Lambrate che era obiettivo prioritario delle azioni del conflitto in zona.
Per anni lasciata in balia del degrado, pur continuando ad essere abitata fino agli anni 70, divenne un tipico "non luogo" urbano, ricettacolo di una varia e provvisoria umanità, nonchè sede privilegiata per appartarsi e darsi al consumo di sostanze stupefacenti, e infine dovette anche subire un incendio devastante che ne minò definitivamente l'accessibilità.


Vista dall’alto primi anni 80, Archivio Comune Milano

Vista dall’alto fine anni 80, Archivio Binda, L., Baronio, G., Cardani, G., Frigerio, G

Pianta del complesso, Archivio Comune Milano

Villa Padronale anni 40, Archivio Comune Milano



Villa Padronale anni 80, Archivio Comune Milano

Interno della corte da ovest, anni 80, Archivio Comune Milano

La stalla, foto 1989, Archivio Binda, L., Baronio, G., Cardani, G., Frigerio, G.

Casa dei salariati, foto del 1991, Archivio Binda, L., Baronio, G., Cardani, G., Frigerio, G.


Casa dei salariati, foto del 1997, Archivio Binda, L., Baronio, G., Cardani, G., Frigerio, G.

I Granai, foto del 1998, Archivio Binda, L., Baronio, G., Cardani, G., Frigerio, G.

Particolare dei granai. Foto del 1998, Archivio Binda, L., Baronio, G., Cardani, G., Frigerio, G.


Nel 1983 il Comune di Milano diventa proprietario del complesso rurale per il quale mette in studio diversi progetti di recupero. Oggi la Cascina Rosa è splendida sete di un 'orto botanico in concessione all' Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Bio Scienze di via Celoria 2. Fu inaugurato il 19 Settembre del 2001, dopo una scrupolosa bonifica del sito, un' area a giardino ornamentale, con alcune serre, che si estende su 25.000 mq presentando un'ampia collezione di piante, anche carnivore, felci, vegetali autoctoni ed esotici, una raccolta di piante succulente, cioè con una capacità di immagazzinare acqua, dono di un cittadino milanese, qui sono state portate anche le piante che erano dotazione del precedente orto botanico di via Colombo.
L'impianto è completato da un piccolo ruscello che alimenta uno specchio d'acqua che permettono di rendere completo il panorama vegetale con le tipologie acquatiche tipiche della Lombardia.

Cartello all'ingresso del complesso botanico, foto di Adriana Berra

Resti delle murature di Cascina Rosa, foto di Adriana Berra

Resti delle murature di Cascina Rosa, foto di Adriana Berra

Particolari dell'Orto Botanico di Città Studi, foto di Filomena Schiattone

Particolari dell'Orto Botanico di Città Studi, foto di Filomena Schiattone

Particolari dell'Orto Botanico di Città Studi, foto di Filomena Schiattone

Particolari dell'Orto Botanico di Città Studi, foto di Filomena Schiattone

Particolari dell'Orto Botanico di Città Studi, foto di Filomena Schiattone



Dettagli, foto di Franco Rossi

Dettagli, foto di Franco Rossi

Dettagli, foto di Franco Rossi

L’attuale Orto Botanico, foto di Adriano Trento

L’attuale Orto Botanico, foto dal sito Plantday


Particolari dell'Orto Botanico di Città Studi, foto di Maura Bussi

Particolari dell'Orto Botanico di Città Studi, foto di Maura Bussi

Particolari dell'Orto Botanico di Città Studi, foto di Maura Bussi


Aggiungiamo alcune foto ed un dipinto ad opera di Luciano Allievi che per decenni visse in Cascina Rosa e vi tenne il proprio atelier di pittura, tratte dal suo libro "Cascina Rosa", per gentile concessione.











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sabato 6 luglio 2024

Conosci Milano: Piazza Giuseppe Occhialini 2 di Roberto Bagnera

Fronte della Villa in uno scatto del 1984, Archivio ACAdeMI - Roberto Gusmaroli, quando risultava al civico numero 10 di via Giuseppe Colombo

In zona Città Studi è sita un'elegante villetta risalente agli anni 20 del Novecento, con particolarità architettoniche che inducono a pensare vi sia la mano del famoso architetto Piero Portaluppi.

 



Fronte su Piazzale Occhialini, foto del 2023 di Antonio Carizzoni 

Particolare del cancello di ingresso, foto del 2023 di Antonio Carizzoni

È in stato abbandono da due anni, a seguito di un avvenuto  passaggio di proprietà, si vociferava di un tentativo di costruzione di nuovo condominio e di conseguenza che il famigerato piccone demolitore fosse incombente anche su questa costruzione, ipotesi caldamente osteggiata nel quartiere dove è in corso un tentativo per ritardare l'eventuale iter proponendo l'istituzione dello status di colonia felina (nel giardino vivono alcuni gatti). 

Viste prospettiche e dettaglio del giardino nella parte posteriore della villa, foto del 2023 di Antonio Carizzoni




L'interno è sontuoso, ricco di marmi e tappezzeria in seta, entrando c'è una scenografica scala con una vetrata con disegni a piombo alta almeno 6m. 

La scenografica scala in una foto dal sito Homesolution Milano

La villa è altresì dotata di una taverna dove ai tempi in cui era ancora abitata, aveva trovato posto un modellino ferroviario che riproduceva un paese intero, al piano terreno c'era la cucina, una sala da pranzo per 20 persone con un Bo Window bellissimo fatto tutto di vetrate e pieno di piante, poi c'era il salotto per ricevere, un altro salottino per i più giovani, uno studio, e una sala TV, al primo piano ci sono 4 bagni e 6 camere da letto compresa la padronale, e all'ultimo piano una mansarda con cucina 3 camere e due bagni più una cabina armadio grande. Tutta arredata con marmi pregiati e seta, i mobili tutti d'epoca. 

Scorcio della villa all'angolo con via Giovanni Colombo, Foto del 2015
Archivio ACAdeMI - Roberto Bagnera


(Ringraziamo Guido Codecasa e Masha Alessandra Peveri per le preziose informazioni)


mercoledì 3 luglio 2024

Conosci Milano: Piazzale Gorini 6 di Roberto Bagnera e Filomena Schiattone




Piazzale Gorini 6, un palazzo abbastanza anonimo, attribuito all'architetto Manfredo D'Urbino che aveva progettato diversi altri palazzi in città, più noto per essersi impegnato nella ricostruzione della Sinagoga di via della Guastalla 19, ridotta in macerie dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Fonti del Mercato Immobiliare milanese lo datano al 1910, ma decorazioni e stile fanno pensare ad un'epoca più tarda.

L'edificio di piazzale Gorini è ravvivato sull'angolo con la via Inama da un rilievo, quasi un bovindo, circolare, dal secondo piano fino al sommo dell'edificio, una colonna di balconi, appoggiati su mensole murarie e con un'apertura per ogni lato. 

La teoria verticale dei balconi d'angolo, inquadrata dal lato di via Inama, foto di Yuushikun 

Più appariscente l'androne d'ingresso, caratterizzato da una bella vetrata policroma, sobrio ma al contempo elegante e debitore del gusto Deco, impreziosito da particolari curati e ben realizzati, fra i quali spiccano sicuramente i ferri battuti del cancello, dell'invito alle scale e il raffinato ordito della ringhiera che possiamo ammirare nelle successive immagini scattate da Filomena Schiattone.